Due Modelli Economici. Parte 1

Lo scorso secolo ha visto l’apparente opposizione tra due modelli economici: capitalismo e socialismo. Sarebbe meglio chiamarle due teorie perché, a mio avviso, nessuna delle due è stata mai applicata e nemmeno testata.

L’analisi di questo scenario richiede al lettore la volontà di fare ampie zoommate sulle dinamiche locali ed internazionali.

La teoria capitalistica crede molto nel mercato, nella sua capacità di essere autosufficiente (quanto più libero è tanto meglio): la competizione e la creatività in un mercato libero si equilibreranno a vicenda e genereranno un progresso sociale dovunque esso è applicato, (meno lo stato interferisce meglio è). Se zoommiamo possiamo discutere che è una buona teoria e che funziona molto bene. Ad esempio, se un’azienda vuole competere con il mercato vendendo caffè ed apre negozi potrà sopravvivere se il mercato e la gente comincia e continua a comprare il suo prodotto (quindi è di buona qualità, il consumatore è soddisfatto e il prezzo è adeguato). Se invece diamo una rapida occhiata da lontano difficilmente riusciamo a riconoscere alcun progresso nel mondo ma quello che riusciamo ad identificare è che pochissimi settori vanno non sol bene ma benissimo, in particolare il settore militare (flusso illimitato di denaro) le banche (banche centrali, principali banche di affari) e la ricerca farmaceutica.

Aggiungerei a questa lista High Tech. Tutti questi hanno in comune un singolo denominatore: sono tutte finanziate dallo Stato. Ad un primo sguardo il finanziamento statale della spesa militare è chiara ma per gli altri bisogna che noi facciamo un altro esercizio di zoom. Guardandoci dentro possiamo pensare che le compagnie farmaceutiche conducano ricerca privata per sviluppare nuovi e più efficienti farmaci per aiutare i pazienti in modo competitivo con il mercato. Tuttavia se guardiamo da fuori la ricerca medica utilizzata dalle case farmaceutiche è pagate con i soldi delle tasse al punto che la eventuale vendita dei risultati scientifici e i suoi profitti derivanti è secondaria.

In aggiunta i brevetti e le leggi sul copyright sono senza dubbio anti-competizione.

Continua…

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