C’è un detto: la statistica non mente, ma gli statistici sì. Che può essere: la scienza non mente, gli scienziati sì.
La storia delle scienze è accompagnata dalle menzogne degli uomini, che hanno cercato di distorcere le informazioni scientifiche per farle aderire ad una esigenza personale/di gruppo/di categoria.

Gli uomini di scienza sono uomini, sono condizionabili, sono vulnerabili, sono fragili, sono frangibili.

Avevo deciso di non vaccinarmi, perché la paura del vaccino supera di gran lunga la paura della malattia, e le mie paure sono fondate sulla scienza, e sul dubbio. Ma ho avuto paura di dirlo, argomentarlo e partecipare al dibattito per la pressione che subivo dal contesto, dal mio contesto. Per non avere problemi. Io ho temuto e temo la malattia da Covid, come temo gli effetti collaterali a breve e a lungo termine del vaccino.

Ci raccontano che gli effetti collaterali sono percentualmente trascurabili, e se pure fosse una verità, quando un effetto collaterale grave colpisce te, tu sei il 100%. Perciò devi scegliere tu, informato, disinformato, spaventato, consapevole, scegli tu cosa fare.

Io amo la scienza, amo la conoscenza scientifica. Sono un uomo di scienza. Io non credo agli scienziati, ascolto gli scienziati che sanno raccontare la scienza trasmettendo il senso del dubbio e quindi il senso della prudenza, insieme all’esaltazione della scoperta, della rivelazione. Che sanno raccontare il processo di conoscenza, dove le domande sono più importanti delle risposte. Quelli che non cedono al narcisismo, alla vanità, non sono ricattabili, non hanno bisogno di riconoscimento e approvazione.

Che non sono condizionabili, che sanno essere vulnerabili, fragili, frangibili, che non temono di apparire tali, e quindi non diventano aggressivi, minacciosi, arroganti, anche vigliacchi e non si sentono potenti su un piedistallo o davanti ad una telecamera, non alimentano la paura, anzi cercano di mitigarla negli altri.

Le autorità hanno cominciato a mentire, contraddirsi, recuperare goffamente preferendo le prove di forza e l’esercizio del potere piuttosto che seguire le evidenze scientifiche quelle più inequivocabili che hanno cambiato lo scenario che avrebbero dovuto suggerire più prudenza, più serietà, umanità, umiltà. Le autorità hanno spaventato, diviso e costretto.
Niente di nuovo, sono uomini, come sopra.

Abbiamo la libertà di parola, ma abbiamo rinunciato alla libertà di pensiero, sopratutto rinunciato alla libertà di pensiero degli altri diversi da noi. E nell’ambito medico-scientifico rinunciare al dubbio, alla prudenza, alla libertà di pensiero propria e degli altri quando è basata sulle evidenze è una catastrofe.

La scienza non è democratica. Non può e non deve esserlo. Perché non è politica. La politica deve proteggere la democrazia.

Poi l’ordine dei medici mi ha scritto. Dalle verifiche non risultavo vaccinato. Dovevo farlo entro x data, pena: sospensione dall’esercizio della professione. Io mi sono sentito minacciato. Ho ceduto mi sono vaccinato. Avrei voluto avere più coraggio. Ma anche io sono un uomo e ho paura, sono vulnerabile. Sono arrabbiato perché ho ceduto. Tiro un sospiro perché mi è andata bene. Per ora.

Una risposta a "Covid – Scienza – Politica"

  1. Ciao Luca. Ancora una volta grazie, le tue parole, tutte, esprimono pensieri e sensazioni mie che io non avrei saputo esprimere altrettanto bene. L’unica diversità tra la mia esperienza e quella da te descritta sta nella forma della costruzione, io non sono medico e non sono iscritto a nessun ordine professionale, quindi non ho ricevuto nessuna lettera, ma il vaccino ho dovuto farlo lo stesso.

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