La Sanità: Esercizi Di Immaginazione. Parte 3

In Contemporanea con www.arcipelagoSCEC.net

La salute pubblica è la salute di un intero ecosistema non solo degli uomini.

Noi invece, anche se non dichiarato esplicitamente abbiamo una prospettiva con l’uomo al centro (antropocentrica). Applichiamo le regole economiche e di mercato, che ci siamo inventati di recente, all’ecosistema che si è sviluppato per millenni senza di esse senza sentirne la mancanza, mi sembra.

Esternalizzare i costi indesiderati dell’economia e del mercato sullo sfruttamento dell’ambiente e delle risorse come acqua, aria, terra e degli uomini stessi, genera molte malattie così come sofisticare il cibo e le coltivazioni. (a mio avviso un dibattito sulla sanità e salute non può non partire da questo presupposto per essere credibile ed utile).

Si crea quindi molta domanda con più malati a cui si offre assistenza e il sistema stesso non trova vantaggioso finanziariamente il perseguimento della salute.

La soluzione non esiste ancora; non è stata ancora immaginata e seppure lo fosse stata non è stata condivisa da un numero sufficiente di persone da poter rischiare di diventare applicabile.

Quindi questa serie di articoli non propongono alcuna conclusione, tanto meno una soluzione, solo qualche bozza di ragionamento.

Dalla mia esperienza di medico credo di poter dire che i pazienti (la popolazione in generale) non ha un’idea chiara di salute né di benessere per cui la loro richiesta di assistenza o di intervento prende le sembianze di un qualsiasi altro tipo di acquisto.

Girano studi medici/ospedali (come per negozi) provano, decidono se prendere o meno un farmaco o se seguire o meno un percorso terapeutico, si auto-medicano, si auto-prescrivono farmaci.

Non voglio giudicare in che modo un cittadino usufruisce di un medico, piuttosto credo che il cittadino non ha idea di che tipo di salute può fare richiesta.

Percepisce il cittadino che avere la pressione alta non è “necessario” e che in genere non è necessario l’uso di farmaci per tenerla bassa?

Che l’infarto ed ictus (ischemia cardiaca e cerebrale) potrebbero essere eventi rari?

Che i grandi assassini (Big Killers) cioè i tumori (in particolare quelli alla sfera genitale e del colon retto) sono prevenibili?

Che il diabete sia quello degli adulti che quello che colpisce i bambini, potrebbe essere eradicato?

Che l’errore medico uccide qualche decina/migliaia di persone all’anno?

Che ai primi posti di causa di morte c’è l’uso cronico di farmaci assunti seguondo le prescrizioni (quindi all’interno degli standard delle linee guida terapeutiche)?

L’amministratore pubblico lo sa che spreca denaro pubblico per curare malattie prevenibili?

E ora che lo sappiamo cosa facciamo? Cosa facciamo come collettività al posto della scelta personale e battaglie personali?

Continua…

P.S. aituatemi a promuovere il carpool

One thought on “La Sanità: Esercizi Di Immaginazione. Parte 3

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