Il Mal Di Testa e La Neurologia Funzionale

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Più o meno tutti nella vita fanno l’esperienza di un mal di testa. Il Mal di Testa è un sintomo. Il dolore alla testa è un sintomo aspecifico. Significa che ci sono decine di circostanze che posso avere come effetto un mal di testa: da quello che mangiamo, la luce del sole, esposizione a chimici, una giornata stressante, le ore davanti la pc, il profumo (o la puzza) del passeggero di fianco in treno, i rumori del traffico, uno sforzo fisico, uno sforzo mentale e via discorrendo.

Le cause dei mal di testa giocano a nascondino con i propri ospiti e con i medici. Si nascondono nella chimica, nel cibo, aria, suoni, luci e nel labirinto della psiche, emozioni, aspettative, frustrazioni, successi e fallimenti.

Anche la descrizione del mal di testa è molto variabile. Va dal senso di pulsazione, cappa in testa, senso di stordimento, fitte al cuoio capelluto, alla compressione tra gli occhi, formicolii al volto, lacrimazione degli occhi, ecc

Per quanto ogni mal di testa possa essere diverso da tutti gli altri, una cosa si può dire che rende i mal di testa un po’ più simili tra loro e che fornisce un comune denominatore a tutte le forme di cefalea: il mal di testa è sempre un evento autonomico.

il Sistema Nervoso Autonomico, è una componente “Automatica” del Sistema Nervoso Centrale. Automatico perché fa il suo lavoro senza che uno ci debba pensare, ma quando non funziona bene ci impedisce di fare qualsiasi cosa senza dover pensare prima a lui. Questo concetto diventa anche intuitivo. Infatti, con un mal di testa è difficile fare le cose, concentrarsi, bisogna rallentare fino a fermarsi e riposare, sdraiarsi, cercare di dormire.

Qualsiasi sia la causa scatenante il paziente che si presenta con il mal di testa sta chiedendo:

Dottore, può dirmi quali sono gli stimoli ambientali (interni o esterni) che il Sistema Nervoso Centrale (e quello Autonomico) non riesce a controllare automaticamente al punto che le risposte vascolari sono insufficienti e non riescono a dare ossigeno alle aree cerebrali generando i miei mal di testa. Inoltre mi aiuta a correggere questa situazione?

Il paziente non usa questa elaborazione verbale, cionondimeno sta chiedendo esattamente questo.

In modo sparso su www.lucavannetiello.com, abbiamo spiegato il concetto che il nostro cervello è un ricevitore di stimoli e un trasmettitore di risposte motorie. Abbiamo poi argomentato come il Sistema Nervoso Centrale funziona seguendo una gerarchia.

Abbiamo quindi, detto che possiamo considerare che tutti i mal di testa sono un fallimento delle funzioni del sistema autonomico, della capacità di smistare sangue all’occorrenza alle aree cerebrali che lo richiedono.

Gli stimoli che vengono ricevuti dal sistema sono diversi, tutti richiedono una risposta motoria e contemporaneamente una autonomica: luce, suono, temperatura, tatto, olfatto, gusto, posizione articolare (in risposta alla forza di gravità), ma anche pressione arteriosa, distensione dei visceri, composizione chimica del sangue, e del cibo che ingeriamo. E se la disautonomia coinvolge le aree cerebrali il mal di testa diventa un occorrenza possibile..

Proviamo a considerare alcuni scenari molto comuni:

  1. se un individuo ha difficoltà a mantenere gli occhi quando guarda un oggetto, dovrà usare molta energia metabolica (leggi: smistare molto sangue) per cercare di mantenere gli occhi fermi, perché dovrà continuamente riposizionare gli occhi (questo è un primo meccanismo che esaurisce le riserve autonomiche). Quando questo si verifica, normalmente il collo comincia a contrarsi, perchè vuole aiutare a generera stabilità e rigidità. Oppure si può spiegare meglio dicendo che ogni volta che gli occhi si muovono si ha un corrispettivo movimento nel collo, se gli occhi si muovono in continuazione si avranno contrazioni continue costanti che renderanno il collo rigido. Quando questo scenario progredisce verso ulteriori complicazioni, la tensione al collo si traferisce anche al capo dando quel senso di “cappa in testa”. Oppure il continuo riposizionamento degli occhi sarà un’attività così faticosa, da esaurire l’energia della giornata in poche ore. Ciascuno di noi, dopo una lunga giornata stressante potrebbe avere un poco di mal di testa. in questi soggetti la giornata è fin troppo lunga già alle 12 del mattino.
  2. se un individuo ha difficoltà marcate con i propri Riflessi Vestibolo Oculari (VOR) ogni volta che gira la testa gli occhi non rimarranno fermi a guardare avanti (cioè non gireranno in direzione opposta alla testa), ma si sposteranno dall’oggetto che si guarda, e dovranno essere costantemente riposizionati. Questi soggetti ogni tanto potrebbero sviluppare una vertigine, quando camminano a volte si sentono come se stessero su una barca, se sono passeggeri in auto non possono guardare il telefonino ne tantomeno leggere un testo. In questi casi accade anche che si modifica la mappa somatotopica cerebrale. Si modifica la zona del cervello dove è registrato tutto il nostro corpo. perché noi “sentiamo” bene il nostro corpo, solo se sappiamo bene in che posizione siamo nello spazio (gravitazionale). Se la mappa si modifica, si espande, ogni cosa che si fa genera una distribuzione di sangue ad aree più grandi di quelle necessarie. Maggiore utilizzo non efficace di energia e di conseguenza fatica. Tutto questo scenario si può tradurre in un mal di testa che può essere leggero ma costante, per affaticamento del sistema autonomico.
  3. il Cervello ha bisogno di ossigeno per funzionare al suo meglio. Molti individui in risposta allo stress della vita quotidiana tendono a respirare male, superficialmente e soprattutto ad avere lunghi momenti di apnea. Quando il cervello è poco ossigenato, il sistema vascolare (gestito automaticamente) deve attivarsi per mandare più sangue (anche se meno ossigenato) nelle aree cerebrali. Ed è tutto un costringere le arterie e aumentare la frequenza cardiaca per sopperire a questa ostinata riduzione di ossigeno. Il paradosso in queste situazioni è che più si è stanchi e si comincia ad avere magari mal di testa, e più la superficialità del respiro si accentua e i periodi di apnea si allungano. Questo prolungato nel tempo può essere uno stress autonomico sufficiente da scatenare mal di testa, o comunque se poi sopraggiunge un altro fattore è molto più scatenante di quanto non lo sarebbe se trovasse un sistema ben ossigenato. Questo è il caso di chi sviluppa mal di testa facendo uno forzo, o facendo attività fisica.
  4. Una condizione patologica che colpisce la componente autonomica del SN va sotto il nome di POTS (Post Orthostatic Tachicardia Syndrome). In questa condizione il sistema non è in grado per nulla di gestire i cambiamenti di frequenza cardiaca e di pressione arteriosa quando un soggetto passa dalla posizione sdraiata a quella in piedi. Nè tanto meno è in grado di perfondere il cervello in modo adeguato. Per questi soggetti anche pensare può scatenare il mal di testa; in momenti di stress possono anche svenire.

Gli scenari che possiamo descrivere sono numerosissimi perché ogni aspetto della vita ha una sua componente autonomica. La presenza o meno di mal di testa dipende da quanto il sistema è intaccato, coinvolto, compromesso.

Le strategie terapeutiche, anche esse, hanno tutte una conseguenza sul Sistema Nervoso autonomico. Il BioFeedback è una tecnica molto efficace per controllare con la vololontà del paziente aspetti autonomici come il respiro, la frequenza cardiaca, il rilassamento muscolare ecc. Alcuni farmaci sono modulatori vascolari, del tono vascolare (che sotto specifica gestione autonomica). Lo Yoga e l’attività fisica in generale, se non peggiora il quadro è di grande aiuto, perché richiede una generalizzata attività autonomica (il dolore può peggiorare se il sistema è troppo compromesso). Le Manipolazioni Vertebrali hanno in genere una eccellente efficacia perchè hanno un diretto effetto sui Riflessi Vestibolo Oculari (VOR), che sono i principali modulatori autonomici, e sulla tensione muscolare della colonna cervicale.

Infine, ma non ultimo per importanza, un modo molto efficace e avanzato di trattare i dolori al capo è una strategia Neurologica Funzionale sulla base dei meccanismi coinvolti. Nello specifico esercizi oculari di fissazione, di inseguimento, movimenti rapidi oculari verso un obiettivo, e in modo più complesso una combinazione precisa di stimoli attivi e passivi. lo scopo finale è quello di recuperare normali risposte motorie a stimoli di diversa natura (multimodali).

Questo testo non ha la presunzione di essere esaustivo, tuttavia questa prospettiva, questa interpretazione che focalizza l’attenzione sul Sistema Nervoso Autonomo è ampiamente non considerata nella pratica clinica, e tuttavia fornisce chiavi di lettura e strumenti per guarire decine di persone con mal di testa cronici.

Sul sito si è parlato già di mal di testa qui

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