Questo video documenta il recupero dall’autismo di Rossella, con un programma di Neurologia Funzionale.

50 anni fa un bambino su 10mila era autistico. Era difficile anche averlo mai visto un bimbo con problemi dello sviluppo cognitivo. Anzi era talmente raro che il mondo ha avuto una chiara rappresentazione di cosa potesse essere l’autismo dopo l’uscita del film Rain Man.

Oggi le statistiche americane dicono di un’incidenza di 1 su 68.

Questa è un’epidemia. Non c’entra la genetica, peché non esistono epidemie genetiche. Non si modifica il DNA in questo modo in soli 50 anni. Cioè un attimo in termini di evoluzione.

Oggi si conosce molto di più del funzionamento del cervello di quanto non si è mai potuto fare in passato. Il disturbi dello sviluppo possono essere definiti in un modo nuovo, direi moderno, come Sindrome da Disconnessione Funzionale. Il cervello non riesce a far comunicare le varie sue parti in modo efficiente. Su questo sito ne abbiamo parlato abbondantemente pubblicando estratti del lavoro del dott. Melillo.

Nei prossimi anni aumenteranno i casi di bambini guariti, e se la spinta dal basso diventa forte qualche effetto su larga scala si vedrà.

5 risposte a "Era Autistica"

  1. Dott. Luca Vannetiello, mio figlio con autismo ha però 39 anni, vorrei sapere se ci fossero delle possibilità di miglioramenti con questa terapia Neurologica funzionale. Se esistono suoi collaboratori in Toscana. Grazie . Saluti. Stefania.

  2. Buongiorno , mio figlio ha quasi 19 anni . Vorrei saperne di più . Abito a Roma . Nel ringraziare anticipatamente. Distinti saluti

  3. Sono Emilia mamma di tre bambini autistici di 11, 11 e 10 anni. Siamo di Perugia e vorremmo saperne di più per problemi logistici abbiamo difficoltà a muoverci ci faccia sapere di più e se è possibilè per lei venirci a trovare. Grazie

    1. Buongiorno,mia figlia ha 17 anni,autismo grave,non parla.Vorrei sapere se si c’è qualche speranza anche per noi e come funziona. Siamo di Perugia.

  4. Questo contenuto è vomitevole.
    Non c’è nessuna epidemia, si è sviluppata una sensibilità maggiore a tutte le forme di neurodivergenza, anche quelle che prima non era diagnosticate: un aumento delle diagnosi non implica un aumento dell’incidenza.
    Non si guarisce dall’autismo, perché l’autismo non è una malattia; non vogliamo guarire, vogliamo che si smetta di fare disinformazione sulla nostra condizione e ci si consideri cavie da addestrare all’accettabilità sociale.

Scrivi una risposta a Emilia Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.